Kimi, il cavaliere di ghiaccio che in sella al cavallino divenne Re

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Aveva un carattere temperato, freddo, quasi glaciale ma determinato; parlava poco e non si esprimeva quasi mai, se non per dare indicazioni precise.
Catapultato in Formula Uno da Peter Sauber, è chiamato presto a sostituire un campione, finlandese come lui, Mika Hakkinen.

Sfiora il titolo più volte, gli sfugge solo per l’inaffidabilità di una McLaren troppo fragile e che spesso lo lascia a piedi.

Arriva poi la telefonata che gli cambia la vita, di colore rosso; Ferrari lo chiama a sostituire il sette volte campione, Michael Schumacher.

A Melbourne, alla prima in rosso, sale sul gradino più alto del podio; un qualcosa che era riuscito solo a Fangio.

Ferrari e McLaren si alternano le vittorie per tutta la stagione, fino alle ultime uscite e quando il mondiale sembrava indirizzato verso Hamilton, in Cina l’inglese getta tutti i suoi sogni nella ghiaia all’ingresso della pitlane; Raikkonen vince e rimanda tutto in Brasile, dove saranno in tre a contendersi il mondiale: Lewis ancora in testa, il compagno di squadra Fernando e più distaccato, Kimi.

Felipe Massa parte in pole, seguito da Hamilton, Alonso e poi Raikkonen.

L’emozione e l’inesperienza tradiscono Lewis, che prima perde le due posizioni in partenza, poi commette un errore; qualche giro dopo, un problema al cambio, lo relega infine nelle retrovie, a lottare con i propri rimorsi e cercando una insperata e disperata rimonta.

La strategia del muretto consegna la prima posizione nelle mani di Kimi, seguito da Felipe, fido scudiero del cavaliere di ghiaccio.

Le Ferrari restano al comando fino alla fine, Fernando non riesce ad andare oltre la terza posizione.

Kimi taglia il traguardo ed il mondo intero si aggrappa ad una calcolatrice che sembra segnare la realizzazione del sogno; nessuno ci crede ma la matematica non mente: Kimi Raikkonen è campione del mondo grazie ad un solo punto di scarto.

La Ferrari, dopo due anni difficili, è nuovamente sul tetto del mondo, per l’ultima volta, ma questo nessuno ancora lo sapeva.

Il finlandese alza i pugni al cielo, accenna un sorriso e poi un bagno di champagne; in sella al Cavallino il cavaliere di ghiaccio era finalmente diventato Re.

FOTO: Fonte Twitter, F1 account [ https://x.com/f1/status/1318865865413062658?s=46&t=_tTfKWCxEVc1QorAOsP9Kg ]

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Autore

  • Umberto Del Vecchio

    Mi chiamo Umberto e sono un giovane ragazzo di 24 anni; scrivo da circa due anni, seguo la Formula Uno da sempre. Avevo poco più di 4 anni quando, in una domenica come le altre, rimasi incantato davanti al televisore, ammaliato dalle macchine che sfrecciavano veloci come il vento. Fu amore a prima vista!

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