Romain Grosjean: 28 secondi all’inferno!

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Ventotto secondi all’apparenza non rappresentano nulla ma a volte possono valere anche una vita intera.
La stagione volgeva ormai al termine e la corsa all’oro era terminata, nulla più era in palio.

Le vetture dopo i primi metri, si aprono a ventaglio sul largo rettilineo che porta alla staccata di curva 4; una Hass segue però una strana traiettoria, esce di pista e si schianta nel guardrail, trasformandosi in una palla di fuoco: una morsa letale nel quale Romain Grosjean rimane bloccato.

Il tempo sembra improvvisamente fermarsi e con lui anche il cuore di tutti, pietrificati davanti gli schermi, immobili, come Romain: intrappolato tra le lamiere della sua vettura spezzata a metà.

Sembra arrendersi al proprio inesorabile destino; si sente lentamente morire dentro mentre scorre tutta la sua vita davanti agli occhi. Morire tra le fiamme, sotto gli occhi dei propri figli, era un qualcosa che non si sarebbe mai perdonato; trova così la forza di reagire, si divincola e con un movimento scaltro riesce a slacciare le cinture, prova ad uscire ma le spalle sono bloccate.

Forza sulle gambe e nello slancio gli si sfila la scarpa sinistra ma dalla nube di fumo nero si intravede finalmente il corpo di Romain.

Si innalza sulle lamiere e afferra la mano di Alan van der Merwe, pilota della medical car e con balzo esce finalmente dall’inferno in cui è stato intrappolato per ventotto secondi.

Scalzo, impaurito, incredulo. È sotto shock ma vivo.

La domenica seguente varca i cancelli del paddock accompagnato dalla moglie Marion e con le mani ancora fasciate, riabbraccia i suoi uomini, ringrazia i soccorritori e si concede qualche intervista nel quale racconta della propria esperienza, l’ultima in Formula Uno.

Sono trascorsi tre anni da quel terrificante incidente e da quei ventotto secondi, eterni.

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Autore

  • Umberto Del Vecchio

    Mi chiamo Umberto e sono un giovane ragazzo di 24 anni; scrivo da circa due anni, seguo la Formula Uno da sempre. Avevo poco più di 4 anni quando, in una domenica come le altre, rimasi incantato davanti al televisore, ammaliato dalle macchine che sfrecciavano veloci come il vento. Fu amore a prima vista!

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